Buonsenso contro l’abuso delle nuove tecnologie nella società moderna

Buonsenso contro l’abuso delle nuove tecnologie nella società moderna

Buonsenso contro l'abuso delle nuove tecnologie nella società moderna

In questi ultimi tempi ci si rende sempre più conto della grande rilevanza che la tecnologia (e le nuove tencologie) ha nella società e nella vita di ognuno. Internet ed i social network sono ormai una parte notevole e a volte preponderante delle attività umane. Il prototipo di uomo moderno ha uno smartphone in mano o all’orecchio ed è sempre pronto ad aggiornarsi a seconda delle novità che internet propone. È l’uomo che ricerca la condivisione, attraverso social network come Facebook, di qualsiasi attimo della vita più o meno intimo: la foto dei figli, la cena, un paesaggio, una vacanza, una foto, una frase. Questi social network proiettano in uno splendido mondo virtuale che però nasconde alcuni rischi che occorre mettere maggiormente in luce. Questa antitesi tra immaginario e rischio reale apre spesso vaste dispute sui benefici e pericoli che internet rappresenta.

Le nuove tecnologie e più in particolare i social network al giorno d’oggi sono, purtroppo, quanto di più pervasivo ed invadente esiste nella nostra società. Questo mezzo di comunicazione ha preso il sopravvento sulla vita, sulle interazioni, sulle relazioni umane, portandoci a preferire una conversazione virtuale ad una “concreta”. Diventa quindi paradossale che le persone virtuali con le quali si chatta risultino più reali ed importanti delle persone in carne ed ossa con le quali fingiamo e crediamo di intrattenere relazioni. Probabilmente il successo di questo metodo subdolo di comunicazione sta nel non doversi necessariamente mostrare per quanto si è, nel poter mettere in risalto unicamente i propri punti di forza. È quindi una nuova opportunità di mostrare se stessi che gioca sull’insicurezza di ognuno e ne modella i comportamenti. Il modello di tecnologia che va delineandosi è un chiaro segno dell’alienazione che rende l’uomo privo di ogni sorta di misura e di buonsenso; è la descrizione di un internet che intrappola e rende schiavi. Si sta perdendo quanto di più caro l’umanità possiede: la diversità. Quella che passa per i social network è una comunicazione ingannevole e poco trasparente che spersonalizza ognuno attraverso un processo di massificazione. Questo nuovo abuso della connettività permette inoltre ad ognuno di essere continuamente reperibile da chiunque, il che rischia di fondere ambiti della vita che dovrebbero essere invece nettamente separati come lavoro e famiglia, dovere e quotidianità. E come lo studioso Daniele Marini ha fatto notare nell’articolo “Con smartphone e social è amore (ma solo dopo 60 anni)” pubblicato su “La stampa” di febbraio 2015: ” l’uso e l’abuso dei nuovi strumenti di comunicazione travalica i confini delle sfere di vita, li penetra rendendoli più labili “. La tecnologia ha sconvolto la vita quotidiana, le relazioni interpersonali.

È giusto ricordare a chi sostiene che i social hanno portato ad un avvicinamento tra culture, tra parenti e amici lontani che, se da un lato questo tipo di internet “sano” ha stretto il legame tra persone lontane, dall’altro non ha fatto altro che affievolire quello tra persone vicine. Spesso si screditano le amicizie vicine preferendo primariamente coltivare un’amicizia lontana. I rapporti umani hanno perso valore. Ed è pure necessario rispondere a chi asserisce che le nuove tecnologie portano indiscutibili comodità, che queste irrigidiscono il pensato umano. Esse non permettono all’uomo di coltivare le stesse esperienze di cui potrebbe godere se solo riuscisse a destarsi da questo stato di continua ricerca di agi sempre maggiori.

La tecnologia e dunque le nuove tencologie non vanno combattute ovviamente in ogni sua forma. Ma, certamente va criticato quell’ambito di internet che sovrasta la vita reale e la rende solo una sottoclasse della vita virtuale. In conclusione, questo strumento offre allettanti opportunità di cui è bene considerare ogni aspetto e ogni sfaccettatura al fine di non farsi abbindolare stolidamente finendo per esserne subordinati e prigionieri.

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Riferimenti: Articolo di giornale sulle nuove tecnologie (dal saggio breve di Celeste Grando).

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