La privacy dei consumatori digitali nella rete Internet

La privacy dei consumatori digitali nella rete Internet

La privacy generalmente è definita come una condizione di isolamento dall’osservazione da parte di altri, oppure come la libertà da qualsiasi intrusione non autorizzata o ancora come la vita personale e privata di un individuo.

La privacy dei consumatori digitali nella rete Internet

Le preoccupazioni riguardanti la privacy nel mondo web sono tutt’altro che infondate, non soltanto i media ci presentano innumerevoli storie di informazioni personali vendute dai siti web, all’insaputa dei consumatori e senza il loro permesso, ma ogni giorno gli stessi consumatori sono costretti a subire indesiderate azioni di spamming da parte de fautori di un direct marketing aggressivo.
Alcuni guru dell’industria sostengono che lo spamming rappresenti una vera e propria violazione della privacy.

Altri invece sostengono il contrario ritenendo che lo spamming non sia una violazione della privacy per due ragioni:

  1. chi fa spamming non conosce i destinatari di queste e-mail indesiderate;
  2. i dati utilizzati per formulare le offerte sono informazioni anonime raccolte in enormi database a cui hanno accesso schiere di siti web.

Molti clienti hanno sempre più timore a usare il web perchè non sanno di preciso come vengono raccolte le informazioni, si rendono conto che tecnologie oscure come per esempio i cookie e gli sniffer raccolgono furtivamente informazioni personali durante la navigazione o il processo di acquisto su internet ma non sanno esattamente di che tipo di informazioni si tratti e non hanno idea di come arginare tali pratiche, in definitiva le esperienza quotidiane dei consumatori online rafforzano la loro convinzione che la privacy sia ormai inesistente e che tutto sia lecito nel mondo dell’e-marketing.
Nel complesso l’industria dell’e-business deve cambiare atteggiamento e mettere da parte pratiche commerciali così invadenti oppure nel prossimo futuro ci troveremo davanti a una cyber-città fantasma.
Anche tra i veterani dello shopping online l’ansia da privacy miete numerose vittime, si tratta di una preoccupazione che non svanisce con l’esperienza, a causa dello spamming vero e proprio che travolge ogni giorno le caselle di posta elettronica del clienti affezionati e aumenta con il passare del tempo, i consumatori si sentono minacciati dal web nella propria sfera privata.
I consumatori online vogliono il controllo delle proprie esperienze in rete.
La soddisfazione dei bisogni dei consumatori da parte dei venditori, i quali dovrebbero rendere possibile il controllo da parte degli utenti anzichè opporsi, dovrebbero facilitare il compito ai consumatori e consentire loro di essere padroni dei propri movimenti, mettendo così tale potere al servizio di entrambi.
Molte imprese non riescono ad accettare una situazione simile, in cui il controllo da parte loro risulterebbe inevitabilmente allentato.
Nel mondo del web le aziende devono accettare e affrontare il cambiamento di questi equilibri di potere e cominciare a considerare il controllo sul mercato in un’ottica diversa, in questa epoca i venditori otterranno il controllo dando la possibilità ai consumatori di modellare le proprie esperienze web a loro piacimento, si tratta di un modo di pensare rivoluzionario.
I consumatori sono consci del fatto che per poter fare acquisti online c’è bisogno che forniscano al venditore alcune informazioni.
Molti si trovano a dover decidere quale dei due mali sia il minore, da una parte dare fiducia a un sito web e quindi fornire le informazioni necessarie per portare a termine la consegna della merce, dall’altra lasciarsi sopraffare dall’ansia e quindi dover ripiegare su un altro modo di fare acquisti, molti consumatori che non comprano Internet appartengono a quest’ultima categoria perchè non hanno saputo vincere le loro preoccupazioni riguardo alla privacy o il sito non ha saputo fugarle.
Molti utenti web non si fidano dei siti e si mostrano restii a fornire informazioni di tipo personale durante il processo di registrazione.
Molti sono preoccupati per la loro privacy e sono convinti che i dati strettamente personali non siano necessari ai fini della transizione commerciale, altri sono spaventati per le frodi sulle carte di credito e decidono quindi di non comunicare ai siti web il loro numero di carta anche se magari avrebbero voluto fare acquisti su quel sito.
Molti consumatori online convinti che i siti web utilizzino le informazioni in modo illegale preferiscono non registrarsi a meno che non sia indispensabile per avere accesso a servizi e informazioni importanti.
I siti web possono correre ai ripari per arginare tale allarmismo, i consumatori si sentono più al sicuro quando sui siti compare una dichiarazione di rispetto della privacy con la quale l’azienda si impegna a non usare le informazioni fornite per fini diversi da quelli espressamente elencati e a non vendere a terzi i dati personali in sui possesso.
I consumatori si fidano sopratutto dei siti di quelle aziende con cui hanno già concluso affari in passato oppure di imprese conosciute e stimate sul mercato.
Un ulteriore fattore di sicurezza è poi rappresentato dalle tecnologie di encryption per scoraggiare i furti dei numeri di carta di credito.
I consumatori esigono inoltre di sapere se in futuro riceveranno spamming o e-mail promozionali. La posta elettronica indesiderata viene vista come una violazione della privacy ed è diventata un serio problema per alcuni clienti sopratutto quelli con meno tempo a disposizione, spesso questo si ripercuote sulla registrazione ai siti web e in casi estremi ha allontanato definitivamente gli utenti dal commercio online.
Molti consumatori temono che aprendo questa posta indesiderata potrebbero essere vittima di nuovi virus, quindi si limitano a eliminarla ogniqualvolta non riconoscono nel mittente qualcuno di conosciuto.
Soltanto il telemarketing è considerato ancora più invadente della posta elettronica indesiderata, e la combinazione di queste due strategie di marketing non porta ad altro se non a una maggior indignazione del consumatore.
Le aziende possono migliorare le offerte sui loro siti web e risolvere dubbi dei consumatori riguardo alla privacy:

  1. esponendo con chiarezza le politiche di trattamento dei dati e quelle di registrazione;
  2. provvedendo a fornire una personalizzazione solida e controllata dal cliente;
  3. inviando comunicazione commerciali di posta elettronica mirate e non invadenti;
  4. canali di marketing sia online sia tradizionali per stimolare i consumatori;
  5. aumentare il traffico sul sito e creare fiducia e fedeltà nel confronti del marchio;
  6. analizzando i bisogni e e aspettative dei clienti a intervalli regolari.

Dal momento che la fiducia è un requisito essenziale per l’iscrizione e la registrazione a un sito e il fattore che decreta il successo delle strategie di personalizzazione, i siti dovrebbero offrire ai consumatori la possibilità di scegliere se aderire o meno alle promozioni di marketing basate sui dati comunicati, è necessario inoltre ricordare che per i consumatori è indispensabile avvalersi dell’opzione di esclusione da successiva iniziative promozionali durante la fase di registrazione.
Che le imprese siano o meno disposte ad allentare il proprio controllo, il consumatore ha sempre diritto di esprimere la sua opinione dopo aver verificato con i propri occhi.
Sono favorite le aziende più rispettose dei timori dei consumatori relativamente alla privacy e quelle che permettono all’utente di avere il controllo della situazione.
I consumatori esigono offerte di valore e vogliono essere interpellati per decidere in prima persona se autorizzare o meno l’azienda a divulgare i dati personali in suo possesso.
Internet è destinato a durare, bisogna quindi adeguarsi e prenderne atto, imparando a trarre vantaggio dagli sconvolgimenti che ha portato a livelli economico-commerciale, ha modificato quindi per molti il modo di portare a termine le azioni quotidiane e ha influito sul rapporto con le operazioni di routine.

 

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