Processo innovativo e processo strategico aziendale

Processo innovativo e processo strategico aziendale

Il processo innovativo si svolge parallelamente al processo strategico aziendale in quanto le idee creative pervengono al sistema aziendale ininterrottamente originate dalle opportunità tecnologiche e dalle esigenze del mercato.

Da questa serie di considerazioni emerge una importante affermazione: si deve abbandonare quell’atteggiamento consistente nel considerare i processi della evoluzione tecnologica come processi spontanei che in qualche modo bisogna subire.

Da qualche anno infatti l’atteggiamento rispetto a tale problema è “aggressivo”: si cerca di anticipare i tempi e di prevedere ancora di più il futuro, anziché fare una verifica del passato. Intervengono sempre più massicciamente le esigenze  di gestione di questi processi, passando da una cultura industriale, che mette in evidenza il possesso della conoscenza, intesa in senso lato come possesso di materie prime, ad un atteggiamento che mette in evidenza il possesso del saper fare che diventa sempre più importante in quanto il successo si misura non più nell’avere ma nel sapere qualcosa.

Sotto il profilo strategico, quindi, occorre prospettare e valutare corsi di azione alternativi in cui l’impresa deve individuare.

Le aree tecnologiche su cui puntare

Le tecnologie assunte a riferimento della strategia dovrebbero essere quelle capaci di incidere significativamente sulla competitività dell’impresa, alla luce delle condizioni aziendali interne e delle complessive circostanze d’ambiente. Più specificatamente, l’impresa dovrebbe concentrarsi su quelle tecnologie che, oltre a consentire di abbassare il livello dei costi della combinazione produttiva, assicurino un più alto grado di differenziazione dei processi/prodotti aziendali. Conseguentemente, dovendo scegliere le tecnologie su cui investire, l’impresa dovrebbe esaminare in maniera approfondita l’evoluzione tecnologica, valutandone gli effetti sia diretti che indiretti sulla propria concatenazione produttiva ed il possibile contributo ottenibile in termini di vantaggio

Le modalità attraverso le quali acquisire e sviluppare le tecnologie prescelte

Per quanto concerne la via di acquisizione e sviluppo delle tecnologie prese a riferimento, la scelta si pone fra la possibilità di svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo direttamente all’interno dell’impresa (in via endogena) oppure svolgendo tale attività al di fuori dal suo sistema (in via esogena). Nel primo caso, da un lato, l’impresa può acquisire conoscenze con un elevato grado di originalità ed esclusività ottenendo così solide posizioni di vantaggio competitivo rispetto ai concorrenti. La via esogena, al contrario, implica l’acquisizione di nuove conoscenze tecnico-scientifiche secondo diverse modalità tecniche e giuridiche. Questa via che si presenta apparentemente più agevole, impone di considerare una serie di circostanze fortemente implicanti. Anzitutto, occorre tener presente l’esistenza di numerosi vincoli posti alla libera circolazione delle tecnologie i quali sono riconducibili a: imperfezione dei canali di comunicazione, tendenza alla segretezza da parte dei detentori delle conoscenze più avanzate, presenza di tutele giuridiche.

La qualità e quantità delle risorse che a tal fine l’azienda intende investire

La strategia tecnologica non è compiutamente formulata senza definire l’entità e l’intensità delle risorse che l’azienda intende investire per acquisire e sviluppare le tecnologie-obiettivo. Il livello di investimento esprime lo sforzo che l’impresa vuole operare nelle aree tecnologiche selezionate. In linea di massima, tale sforzo, sarà essenzialmente legato alla posizione che l’impresa ritiene conveniente assumere rispetto all’innovazione.

Qualificare la strategia tecnologica dell’impresa

A seconda dei contenuti espressi, la strategia tecnologica dell’impresa si può qualificare in due modi.

La strategia viene definita di tipo innovativo quando si caratterizza per il taglio decisamente attivo nei confronti del progresso scientifico-tecnologico. Optando per essa infatti, l’impresa avrà l’opportunità di conquistare un vantaggio nei confronti dei concorrenti in termini di costo o di differenziazione.

La seconda tipologia di strategia che un’impresa può decidere di adottare viene definita imitativa in quanto esprime la volontà dell’azienda di assorbire le tecnologie prodotte dalle imprese innovatrici concorrenti, prima che queste  creino un “gap” irrecuperabile. Tale comportamento non implica la rinuncia ad organizzare e gestire il cambiamento tecnologico, ma solo un modo diverso di interpretare   la   competitività   aziendale. Tale  strategia consente al sistema aziendale di possedere elevata flessibilità e capacità di risposta che sono i  requisiti essenziali per adeguare le combinazioni produttive alle mosse dei concorrenti innovativi in tempi rapidi e in maniera economica. Inoltre, un altro importante vantaggio, riguarda la possibilità di ridurre i costi dell’investimento iniziale. Occorre però considerare il fatto che non sempre l’impresa follower riesce ad acquisire convenientemente le conoscenze scientifico-tecnologiche esogene ed interiorizzarle adeguatamente nei propri processi/prodotti.

In altre parole, la caratterizzazione della variabile tecnologica come esogena corrisponde alla posizione cosiddetta “demand pull”, secondo la quale la direzione e la velocità dello sviluppo sono trainate dalla domanda e le imprese costruiscono la propria posizione di vantaggio competitivo attraverso l’anticipazione di queste tendenze e la loro soddisfazione. Al contrario, la caratterizzazione della variabile tecnologica come endogena corrisponde alla visione “technology push” dei processi innovativi, nella quale il ruolo chiave è giocato dall’offerta. Le imprese diventano quindi il motore del progresso tecnologico e trovano negli investimenti diretti ed indiretti in attività innovative i presupposti per i propri profitti futuri.

Il confronto tra queste due posizioni consente di riconsiderare alcuni assunti fondamentali dell’analisi dell’innovazione tecnologica e del suo ruolo nell’economia dell’impresa. Da un lato, una prospettiva di tipo “demand pull” sottolinea il valore strategico della scansione dell’ambiente per la ricerca  di nuove idee, la criticità della valorizzazione di contributi sviluppati all’esterno dell’impresa, l’importanza di azioni di standardizzazione per l’omogeneizzazione della domanda. Dall’altro lato, la prospettiva “technology push” introduce la necessità di considerare elementi legati ad effetti di scala in ambito di attività di ricerca, all’influenza della struttura del settore sull’ammontare e la tipologia degli investimenti innovativi, alla valutazione delle opportunità di protezione delle rendite derivanti dallo sfruttamento di idee innovative (Gestione dell’innovazione tecnologica finalizzata al successo).

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