Sicurezza informatica: Crittografia forte e debole

Sicurezza informatica: Crittografia forte e debole

Bruce Schneier introduce il suo libro Applied Cryptography: Protocols, Algorithms, and Source Code in C con la seguente frase.

Esistono due tipi di crittografia: la crittografia che non permette a tua sorella di leggere i tuoi documenti, e la crittografia che non permette ai più grandi governi di non leggere i tuoi documenti. Questo libro si occupa della seconda.

La crittografia infatti può essere sia forte che debole. La forza della crittografia si misura in base al tempo e alle risorse necessarie per riottenere il testo in chiaro.

Il risultato ottenuto dopo l’applicazione di una crittografia forte è un testo cifrato molto difficile da comprendere senza l’apposito strumento di decodifica. Ma quanto difficile? Pur avendo una forte potenza di calcolo e un lasso di tempo ampio, non sarebbe comunque possibile giungere ad un testo in chiaro prima della fine dell’Universo. Nemmeno l’uomo più paziente, troverebbe una soluzione. Da ciò verrebbe facile pensare che una crittografia forte possa sostenere l’attacco del crittoanalista più determinato. Ma chi può davvero dirlo? Nessuno ha ancora avuto la prova che la crittografia più forte al giorno d’oggi possa sostenere le potenze di calcolo di un domani.

Un algoritmo crittografico è una funziona matematica usata nel processo di crittografia e decrittografia. Un algoritmo crittografico funziona grazie all’uso di una chiave (in genere una parola, un numero, una frase) utilizzata per criptare un testo in chiaro. La sicurezza di un testo criptato dipende da due fattori: la forza dell’algoritmo crittografico e la segretezza della chiave. Un algoritmo crittografico unitamente alla sua chiave creano un crittosistema.

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