Il sistema informatico come un sistema di elaborazione dati in azienda

Il sistema informatico come un sistema di elaborazione dati in azienda

Il flusso di informazioni derivante dalla gestione aziendale, viene ormai intesa come serie di attività volte a “conoscere”, “valutare”, “decidere”, “attivare” e “controllare” i processi interni all’azienda. Oggigiorno questa attività può essere trattata impiegando strumenti informatici; nel caso l’informatica intervenga nel flusso dei dati aziendali o, quantomeno, in parte di esso, si può affermare che l’azienda ha un proprio Sistema Informatico aziendale.

Il compito principale del sistema informatico è quello di permettere una facile e veloce gestione dei dati, contribuendo alla necessaria connettività tra gli uffici e le persone costituenti l’azienda. Deve inoltre garantire la loro correttezza e storicità ed anche coadiuvare il management nelle scelte strategiche attraverso opportune rappresentazioni che si avvalgano dei moderni strumenti multimediali. Per far questo il sistema informatico si deve avvalere di mezzi tecnologici attuali di diversa natura (PC, Server, Reti, Internet, Software) che, sotto l’egida di personale competente, concorrano al raggiungimento degli obiettivi cui sopra accennavo.
A guisa di ciò si deve considerare il sistema informatico come un sistema dinamico in continua evoluzione e adattamento; un sistema che non risponda a tali requisiti, considerando la Legge di Moore, diventerà ben presto obsoleto e sempre meno efficiente e potrà addirittura risultare nocivo al trattamento dei dati. Per questo è indispensabile un attento e costante interesse alle proposte del mercato al fine di rimanere aggiornati sia concettualmente che materialmente.

Se oggi l’informatica ha un peso preponderante nella gestione di ogni azienda, tanto da diventare, spesso, una delle voci di bilancio che più si evidenzia per gli investimenti, è pur vero che il livello di informatizzazione è un metro con cui misurarne le possibilità di sviluppo futuro: chi più investe per sviluppare conoscenze e detenere informazioni è destinato a migliorare la propria posizione sul mercato.

A riguardo di ciò, le aziende che dispongono di una propria struttura informatica (C.E.D., Centro di informazione) affidano ad essa, di solito, il compito di effettuare scelte ed individuare soluzioni adeguate ai propri fabbisogni informatici, mentre, laddove tale struttura non esista, è necessario ricorrere a soluzioni alternative; fino ad un recente passato le aziende riconducibili a quest’ultima categoria, solevano affidarsi ad un fornitore “di fiducia”, essendo impossibilitate ad avere un efficace monitoraggio del mercato, a causa della mancanza di un proprio know-how informatico specifico. Questa ultima soluzione espone l’azienda al concreto rischio di una non corretta valutazione dell’investimento, in quanto il management conosce perfettamente il processo aziendale che intende automatizzare, ma non ha, generalmente, confidenza con il mercato informatico e, affidandosi come sovente accade ad un unico fornitore abituale, non riesce ad attivare quei meccanismi di stimolo concorrenziale che spesso si concretizzano in oggettivi risparmi. Le strategie di informatizzazione ha portato un numero sempre crescente di aziende ad affidare la progettazione del proprio sistema informatico a figure esterne che esercitano, per conto dell’azienda, un’attività di consulenza informatica, partendo da una attenta analisi della situazione dei flussi informativi aziendali, per arrivare alla formulazione di un piano strategico di informatizzazione aziendale, modulare ed attuabile, quindi, per gradi.

Il piano che sarà adottato dall’azienda come punto di riferimento dovrà definire:

  1. il quadro delle esigenze informatiche, evidenziando le aree critiche e strategiche per lo scopo aziendale;
  2. la struttura dei costi e delle professionalità del personale interno, proiettandola nei futuri 3-5 anni;
  3. le architetture applicative e tecnologiche;
  4. i progetti di sviluppo delle applicazioni, degli impianti e dell’organizzazione.

Il consulente informatico, insieme al management, individua le priorità di attuazione, tara la progettualità sulle esatte esigenze aziendali ed assiste l’azienda in tutte le fasi di esecuzione del Piano, dalla stesura di Capitolati all’espletamento delle procedure di acquisizione e di avvio dei moduli.
Questa forma di outsourcing produce rilevanti risultati in termini di economicità per l’azienda, in quanto la figura professionale del consulente consente standard qualitativi che l’azienda potrebbe ottenere solamente se disponesse di una apposita struttura informatica propria, soluzione, quest’ultima, sicuramente onerosa e non sempre percorribile per ovvie ragioni economico-finanziarie.
Per le aziende che non dispongano di un sufficiente know-how informatico proprio, il ricorso a figure esterne di consulenza, che le guidino nella stesura di un Piano di Informatizzazione o di Razionalizzazione Informatica, produce un doppio risparmio:

  1. il primo, di più immediata percezione, deriva dal fatto che, potendo essere affiancate nell’approccio al mercato dell’offerta da figure che questo mercato conoscono a fondo, riescono a innescare meccanismi concorrenziali, dai quali discendono risparmi sul prezzo di acquisto, talvolta anche molto rilevanti;
  2. il secondo, meno percettibile, forse, ma probabilmente più importante, consiste nell’acquisire esattamente ciò di cui l’azienda ha bisogno.

Questo poiché, innanzitutto, il consulente dovrà aver adattato perfettamente l’intervento di acquisizione sui reali bisogni aziendali e, in seguito, assistendo l’azienda in sede di scelta dei prodotti sul mercato, dovrà evitare il rischio, purtroppo ricorrente, che il fornitore proponga soluzioni in funzione delle proprie esigenze commerciali e non già delle necessità del cliente.

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