Sistemi distribuiti e Tecnologie web

Sistemi distribuiti e Tecnologie web

Sistemi distribuiti e Tecnologie web

La tecnologia ipertestuale del Web (Tecnologie web) è nata agli inizi degli anni ’90 presso i laboratori del CERN, costituendo per alcuni anni la modalità innovativa di reperimento di informazioni su Internet. La facilità d’uso e la gradevolezza di presentazione hanno costituito motivi determinanti del successo di Internet presso il grande pubblico e della nascita della Rete WWW (World Wide Web). WWW è una rete mondiale di informazioni, accessibili mediante due meccanismi di accesso principali ed omogeneamente diffusi in tutta la rete Internet:

  • l’indirizzo della pagina di ingresso (Home Page); ad esempio vitolavecchia.it è l’indirizzo della pagina Web di questo sito web;
  • un insieme vastissimo di puntatori (URL) associati a parole o a icone, che rimandano ad altri indirizzi o pagine ad essi concettualmente collegati, adottando in questo modo il paradigma degli ipertesti, cioè testi che contengono al loro interno relazioni concettuali con altri

L’insieme di pagine Web può essere visto come un vastissimo insieme di archivi distribuito e cooperativo, in cui l’utente ha a disposizione, per navigare nella rete, gli indirizzi delle pagine e gli ipertesti creati ad hoc.

Gli elementi architetturali principali alla base della tecnologia Web sono due:

  • Web server, che costituiscono i siti ai quali gli utenti si collegano, tramite rete, per usufruire dei servizi;
  • Web browser, sulle macchine utente, che gestiscono la presentazione delle informazioni e l’interazione con l’utente, comunicando con i web server mediante protocollo standard HTTP.

Con le tecnologie web tradizionali è possibile accedere in maniera immediata a documenti o testi; negli ultimi anni questa tecnologia è evoluta per permettere l’erogazione non solo di servizi informativi, ma anche di servizi transazionali (si pensi, ad esempio, al settore in forte espansione del commercio elettronico).

Inizialmente sono state sviluppate interfacce verso basi di dati che permettono di effettuare, tramite il meccanismo dei browser, interrogazioni ed estrazioni di informazioni strutturate. Questo è possibile con il protocollo CGI (Common Gateway Interface), introdotto nel 1995: esso viene usato dal Web server per comunicare  la richiesta di un servizio ad un’applicazione vera e propria, tipicamente per accedere ad un database. Un Web server è in grado di processare solo documenti e messaggi di tipo HTML. Invece con CGI, nell’accedere ad un Web server, i browser agiscono come i terminali dei vecchi mainframe, permettendo all’utente di riempire un form. Il form è come un modulo cartaceo di richiesta di un servizio, il cui contenuto è comunicato con un messaggio HTTP al Web server. Il Web server non sa però come trattare il form che riceve, perché non è un documento HTML. Passa allora la richiesta d’invocazione del servizio alla risorsa indicata nel form con un URL, usando il protocollo CGI. L’applicazione invocata, identificata dall’URL, provvede ad assolvere la richiesta, quindi ritorna i risultati, in formato HTML, al Web server. Infine essi sono inviati al client.

In tempi più recenti al Web è stato aggiunto un paradigma ad oggetti, basato sull’esistenza di pagine di presentazione di informazioni multimediali (linguaggi HTML, XML, VRML) in cui sono contenuti oggetti attivi (Java applet, Microsoft ActiveX, capaci di eseguire operazioni di accesso e di manipolazione di informazioni), fra loro collegati mediante legami ipertestuali attivabili dall’utente e capaci di migrare da una macchina all’altra usando collegamenti Internet. Questo modello, per via della larga diffusione delle reti Internet e della facilità di installazione, gestione ed uso, appare essere particolarmente idoneo per fornire informazioni e servizi a insiemi aperti di utenti non predefiniti.

Precedente Sistemi distribuiti e Java Successivo Sistemi distribuiti: l'utilizzo di tecnologie ibride

Lascia un commento

*