Tipologie dei crimini informatici nelle aziende

Tipologie dei crimini informatici nelle aziende

Nel contesto delle aziende si potrebbero distinguere due categorie di pirata informatico:

  1. il pirata-hacker;
  2. il pirata non hacker;

Il pirata-Hacker commette i crimini informatici nelle aziende si possono classificare in due categorie:

  • La criminalità intraziendale: sono quelle attività illecite compiute dai dipendenti e dirigenti di una azienda ai danni dell’azienda stessa, come l’impiego dei computer per finalità personali (furto del tempo macchina) per l’uso di videogame o l’invio di e-mail private; furti o frodi ai danni dell’azienda da parte dei cittadini; danneggiamenti dolosi dei sistemi e furto d’informazioni.
  • La criminalità interaziendale: sono quelle azioni illegali, organizzate e pianificate, contro aziende rivali, come ad esempio l’acquisizione tramite intrusione telematica di informazioni riservate (furto di segreti commerciali), o il sabotaggio di sistemi informatici della concorrenza.

Il fenomeno è ben più antico di quanto si possa immaginare. Ad esempio, l’industria cinematografica hollywoodiana degli anni ’30, sotto il regime dello studio system, doveva affrontare le case di produzione indipendenti, le quali distribuivano i loro prodotti anche senza il permesso della MPPDA (Motion picture producer and distribution of America).

La pirateria più simile a come noi oggi la conosciamo nacque però, nell’era dell’home video, cioè negli anni ’80, con l’avvento della videocassetta. Le major introdussero successivamente il DVD  proprio per evitare la distribuzione di copie illegali (pirateria fisica), ma la pirateria non si fermò. Il Blu-ray e il ritorno delle sale 3D si sono dimostrati come dei tentativi fallimentari, volti a riportare il pubblico al cinema e a comprare legalmente i film, puntando sull’alta definizione.

In precedenza le major cercarono di codificare i DVD e i vari prodotti per regione; nonostante ciò, i codici venivano crackati facilmente.  Su un altro fronte la Motion Picture Association  (MPA) lanciò, nel 2005, una campagna internazionale che invitava i consumatori a non diventare ladri di film. Tuttavia, quando oggi vediamo che su internet compaiono copie perfette di film pochi giorni dopo l’uscita in sala o anche prima, si evince che quasi sicuramente le copie provengano dall’interno dell’industria  stessa.

Su un articolo di Elio Cogno, pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” nel 2013, le principali case di produzione americane sono state scoperte da Torrentfreak, un sito di condivisione pirata. Infatti, grazie all’aiuto di alcune tecnologie messe a disposizione dall’azienda informatica Scaneye, sono stati scandagliati numerosi indirizzi ip-statici (numeri che identificano la posizione di un determinato pc connesso alla rete), tutti intenti alla  condivisione e scaricamento di materiale protetto da copyright. Tra i nomi più illustri Warner Bros, Walt Disney, Paramount, 20th Century Fox e Sony. Nonostante la maggior parte delle connessione alla rete utilizzi un IP dinamico, che cambia cioè ad ogni  accesso, l’IP statico permette un’individuazione più facile ma soprattutto più dettagliata. Tra gli indirizzi associati alla Paramount Pictures, ad esempio, si vedono film come Battle Force, The Hunger Games e persino una produzione dei concorrenti della Warner Bros. come Happy Feet 2, che è addirittura nella versione “cam”, cioè registrata abusivamente nella sala cinematografica.

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