Che cosa sono e a che cosa servono le variabili in informatica

Che cosa sono e a che cosa servono le variabili in informatica

Le variabili sono contenitori di valori, numerici o di tipo carattere, elaborati durante l’esecuzione di un programma, risiedono nella memoria RAM. Ad ogni variabile sono associati un nome, detto identificatore, che la identifica univocamente all’interno del programma e un valore che può cambiare durante l’esecuzione del programma.
Nomi delle variabili ammessi: qualsiasi lettera o parola è ammessa, se si usano nomi formati da più parole, queste dovranno essere separate da “_”. Consiglio: come si dice in campo informatico è utile dare dei nomi parlanti alle variabili cioè dei nomi che permettano di capire cosa contengono le variabili stesse. Esempi: x, y, a, b, c, n1, n2, somma, risultato, resto_divisione, num_casuale.

Che cosa sono e a che cosa servono le variabili in informatica

Analogie con altre variabili

Il concetto di variabile in matematica dovrebbe essere ben noto, qui si espande e oltre che contenitore di valori numerici diventa anche contenitore di caratteri o parole. Per chi ha dimestichezza con i fogli di calcolo (per esempio Excel) può immaginare una variabile come una cella di Excel, che come è noto ha anch’essa un nome, nome_colonna-nome_riga (es. A1, D4) e può contenere numeri interi, con la virgola, lettere o parole e può essere sommata, sottratta, moltiplicata o divisa per altre celle (non è un caso visto che il foglio di calcolo è un programma ed è stato costruito utilizzando tutti gli argomenti che stiamo trattando in questo corso). Tutti i concetti che valgono per le celle di Excel possono essere trasportati in ambito informatico con il vantaggio che vi è maggiore flessibilità per i nomi delle variabili.

Pubblicato da Vito Lavecchia

Lavecchia Vito Ingegnere Informatico (Politecnico di Bari) Email: [email protected] Sito Web: www.vitolavecchia.altervista.org

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