Che cos’è e differenza tra Usabilità e User Experience di un sito web

Che cos’è e differenza tra Usabilità e User Experience di un sito web

Un sito web è, ormai, la vetrina di comunicazione tra un brand e la sua user base. Affinché il mezzo sia efficace, è necessario massimizzare e facilitare l’esperienza del visitatore poiché si tratta del primo elemento di valutazione. Se quest’ultima risulta difficoltosa, l’utente difficilmente interagirà con la realtà in questione. L’usabilità viene identificata come l’efficacia, l’efficienza e la soddisfazione con le quali determinati utenti raggiungono determinati obiettivi in determinati contesti. All’interno di uno sito web occorre porsi una domanda basilare: l’utente riesce a visualizzare le aree del sito in modo corretto e funzionale o vi è qualche ostacolo? Su questa base è possibile stabilire analisi e test di usabilità per risolvere i punti di debolezza del sito e migliorare, così, la User Experience.

Anche i contenuti, oltre che la loro collocazione, rappresentano un aspetto delicato del sito: è necessario che offrano le informazioni necessarie, senza dare nulla per scontato, ma senza dilungarsi. Per assurdo, troppe informazioni equivalgono a nessuna informazione. Le notizie diventano solo fugaci immagini di un rullo che scorre a ritmo continuo davanti ai nostri occhi; il nostro cervello ha, però; bisogno di elaborarle.

Che cos'è e differenza tra Usabilità e User Experience di un sito web

Attraverso le attività di usabilità è possibile migliorare l’esperienza di navigazione del sito e, di conseguenza, aumentare la mole di utenti che entrano in contatto con il brand, le famose visite o, meglio, visite uniche che ormai sono le principali statistiche che si prendono in considerazione per valutare l’importanza di un sito web.

Esperienza utente e modelli

Lo studio dell’esperienza utente sull’utilizzo di un prodotto tecnologico, secondo J.J. Garret, consente di migliorare il prodotto tenendo conto dei reali utilizzatori, dei loro bisogni e delle loro conoscenze. Si parte sempre dal caso peggiore o medio, cioè prendendo in esame il consumatore finale dotato di scarsissime conoscenze, un po’ come si fa per stabilire la complessità di un algoritmo.
Il modello messo a punto da Garrett si sviluppa secondo due piani che procedono in parallelo: il Web inteso come interfaccia software e il Web inteso come sistema ipertestuale. Nelle due fasi possiamo stabilire, rispetto ai due piani, gli obiettivi da raggiungere e la struttura del prodotto che vengono, poi, raffinati nello specifico.

Un Web designer di successo è colui che soddisfa “l’occhio” curando e disegnando la parte grafica, tenendo conto della sensazione che quest’ultima trasmette. Per avere un buon impatto sull’utente finale, è necessario prendere in considerazione diversi elementi:

  1. Il design: quest’ultimo richiede negli ultimi anni molta più attenzione, studio e revisione continua con test mirati a individuare le zone maggiormente esplorate.
  2. La partecipazione: questa implica di costruire uno spazio dedicato per gli utenti in cui possono non solo conoscere la “mission” di un’azienda, ma anche partecipare attivamente e contribuire con le proprie impressioni e le proprie idee.
  3. L’integrazione: quest’ultima è intesa come la capacità di favorire il maggior numero possibile di connessioni tra sito e piattaforme di social networking; da tale integrazione possono trarre beneficio non solo l’utente, che può condividere dati interessanti con i propri contatti, ma anche l’azienda, che diffonde in modo naturale i contenuti.

Pubblicato da Vito Lavecchia

Lavecchia Vito Ingegnere Informatico (Politecnico di Bari) Email: [email protected] Sito Web: www.vitolavecchia.altervista.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *