Chi sono e differenza tra cybercriminali e hacker in informatica

Chi sono e differenza tra cybercriminali e hacker in informatica

Definizione di Cybercrime

All’interno dell’enciclopedia Treccani, il cybercrime è definito come:

Reato nel quale la condotta o l’oggetto materiale del crimine sono correlati a un sistema informatico o telematico, ovvero perpetrato utilizzando un tale sistema o colpendolo […]. Nel primo caso ci si riferisce anche a reati informatici impropri, ossia ai reati comuni previsti dal codice penale o dalla legislazione speciale, che solo incidentalmente vengono commessi mediante l’uso di un computer e della rete […]. Nel caso di un c. perpetrato per colpire un sistema informatico, si tratta invece di reati informatici propri […]. La categoria concettuale dei c. non ha, tuttavia, un significato tecnico preciso dal punto di vista giuridico, poiché, fatta eccezione per la presenza di un sistema informatico o telematico, vi rientrano una pluralità di condotte e beni giuridici protetti estremamente disomogenei.”

Generalmente quando si parla di cybercrime ci si riferisce ad una attività criminosa caratterizzata dall’utilizzo abusivo di componenti tecnologiche informatiche, sia hardware che software.

Il crimine informatico può essere definito come un’attività illecita che coinvolga la struttura della tecnologia informatica e che comprenda:

  • l’accesso non autorizzato ad informazioni riservate;
  • l’intercettazione attraverso mezzi tecnici di trasmissioni non pubbliche di dati informatici, verso, da o all’interno di un sistema informatico;
  • le interferenze di dati (danneggiamento, cancellazione, deterioramento, manipolazione o soppressione di dati informatici);
  • i sistemi di interferenza (con il funzionamento di un sistema informatico);
  • l’uso improprio di dispositivi;
  • il furto di identità;
  • le frodi elettroniche.

La grande quantità di condotte che sono racchiuse nella definizione di cybercrime rispecchia la complessità del fenomeno e le sue infinite declinazioni. I reati informatici sono un fenomeno molto diffuso ed in continua evoluzione che si può manifestare tramite fenomeni di spionaggio, sfruttamento, intrusione, furto, manomissione o sabotaggio e che può avere origine da molteplici fonti.

Chi sono e differenza tra cybercriminali e hacker in informatica

Cybercriminali e hacker

In gergo comune i due termini “Cybercriminale” e “Hacker” sono utilizzati come sinonimi per identificare una persona che commette un reato informatico. Esiste tuttavia una differenza tra queste due figure.

  1. Hacker: originariamente si intende colui che, grazie ad una buona conoscenza informatica, esplora i dettagli dei sistemi programmabili e sperimenta come ampliarne l’utilizzo. Un hacker è colui che utilizza le debolezze dei sistemi per modificarne alcuni aspetti ed estenderne alcune funzionalità per scopi personali o per ottenere notorietà. I sostenitori dell’hacking sono motivati da fini artistici e politici, ma spesso sono indifferenti all’utilizzo di mezzi illegali per raggiungerli.
  2. Cybercriminale: è identificato come colui che attacca privati ed organizzazioni solamente a scopo di lucro, ovvero per ottenere informazioni a cui è associato un valore economico. Spesso il cybercriminale, inoltre, non lavora in solitudine bensì fa parte di organizzazioni criminali che agiscono per proprio o per conto di un mandante.

Entrambe queste due figure commettono reati sfruttando strumenti informatici ed individuando le debolezze del sistema; tuttavia la differenza principale tra queste due figure risiede nella motivazione per cui compiono il reato informatico: il primo agisce per notorietà, il secondo per denaro.

L’obiettivo del cybercriminale è quello di individuare debolezze nei sistemi informativi e sfruttarle per manomettere, cancellare, modificare o rubare informazioni che poi possono essere rivendute e che hanno un valore economico.

Tuttavia, è importante sottolineare come la figura del criminale informatico “tradizionale” stia evolvendo e acquisendo sempre più identità internazionale. Come riportato nel Rapporto Clusit 2019, gli attaccanti non sono più “hackers“, o gruppetti (più o meno pericolosi) di “artigiani” del cybercrime: sono decine e decine di gruppi criminali organizzati transnazionali che fatturano miliardi, multinazionali dotate di mezzi illimitati, stati nazionali con relativi apparati di intelligence e gruppi state-sponsored che hanno come obiettivo e campo di battaglia infrastrutture, reti, server, client, device mobili, oggetti IoT e piattaforme social su scala globale, 365 giorni all’anno, 24 ore al giorno.

Pubblicato da Vito Lavecchia

Lavecchia Vito Ingegnere Informatico (Politecnico di Bari) Email: [email protected] Sito Web: https://vitolavecchia.altervista.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *