Differenze principali tra modello ISO/OSI e TCP/IP

Differenze principali tra modello ISO/OSI e TCP/IP

Le somiglianze fra i vari protocolli si fondano sul presupposto che sono basati entrambi sul concetto di pila di protocolli indipendenti e che hanno funzionalità simili in entrambi per i vari livelli. Al contrario le differenze riguardano il fatto che il modello OSI nasce come modello di riferimento (utilissimo per le discussioni generali), i protocolli vengono solo successivamente; il TCP/IP invece nasce coi protocolli, il modello di riferimento viene a posteriori. Il fatto che il modello OSI fosse nato prima dei relativi protocolli si ebbero da una parte benefici e dall’altra conseguenze negative: il modello era, ed è tuttora, molto generale (punto a favore); vi era insufficiente esperienza nella progettazione dei livelli (punto a sfavore). Ad esempio: il livello data-link (pensato all’origine per linee punto-punto) ha dovuto essere sdoppiato per gestire reti broadcast; ed infine mancò del tutto l’idea di internetworking: si pensava ad una rete separata, gestita dallo stato, per ogni nazione. I protocolli dell’architettura TCP/IP sono invece il punto di partenza del progetto, per cui l’architettura è molto efficiente (punto a favore); il reference model non è generale, in quanto descrive solo questa particolare architettura (punto a sfavore) ed è difficile rimpiazzare i protocolli se necessario (punto a sfavore).

Differenze principali tra modello ISO/OSI e TCP/IP

Confronto fra pile di protocolli ISO/OSI e TCP/IP

I protocolli OSI non sono riusciti ad affermarsi sul mercato per una serie di ragioni: Scelta di tempo non appropriata: la definizione dei protocolli è arrivata troppo tardi, quando cioè quelli TCP/IP si erano già considerevolmente diffusi; le aziende non se la sono sentite di investire risorse nello sviluppo di una ulteriore architettura di rete; l’infelicità di scelte tecnologiche: i sette livelli (e i relativi protocolli) sono stati dettati in realtà dalla architettura SNA dell’IBM, più che da considerazioni di progetto; grande complessità e conseguente difficoltà di implementazione; inutili i livelli session e presentation; la non ottimale attribuzione di funzioni ai vari livelli: alcune funzioni appaiono in molti livelli ad es. controllo errore e flusso in tutti i livelli e altre funzioni mancano del tutto ad es. sicurezza e gestione rete ; l’infelice implementazione: le prime realizzazioni erano lente ed inefficienti, mentre contemporaneamente TCP/IP era molto ben implementato (e per di più gratis!). In effetti i protocolli dell’architettura TCP/IP invece sono stati implementati efficientemente fin dall’inizio, per cui si sono affermati sempre più, e quindi hanno goduto di un crescente supporto che li ha resi ancora migliori. Ad ogni modo, neanche l’architettura TCP/IP è priva di problemi, infatti : l’architettura TCP/IP non ha utilità come modello (non serve ad altro che a descrivere se stessa); non c’è una chiara distinzione fra protocolli, servizi e interfacce, il che rende più difficile l’evoluzione dell’architettura; alcune scelte di progetto cominciano a pesare oggi (ad es., indirizzi IP a soli 16 bit). In conclusione: il modello OSI è ottimo come “modello”, mentre i suoi protocolli hanno avuto poco successo; TCP/IP è ottima (per ora e si crede per ancora molti anni con l’introduzione di IPv6 ) come architettura di rete, ma inutile come modello.

Pubblicato da Vito Lavecchia

Lavecchia Vito Ingegnere Informatico (Politecnico di Bari) Email: [email protected] Sito Web: www.vitolavecchia.altervista.org

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