La trasformazione digitale nelle aziende IT

La trasformazione digitale nelle aziende IT

Molto spesso si parla di “paradosso” quando ci si riferisce alla produttività delle tecnologie informatiche e comunicative perché è difficile individuare il valore economico che l’ICT apporta ma nel contempo le aziende hanno continuato ad investire, chi più chi meno, in questo settore. Banalmente, per produttività si intende la misura di un certo output come conseguenza di un determinato input e, parlando di tecnologie, questo è facilmente visibile se si tratta di general purpose technologies, cioè di tecnologie i cui vantaggi si riscontrano su un vasto numero di mercati e/o settori (come ad esempio il motore a scoppio). Anche le tecnologie informatiche, all’epoca della loro introduzione, sono state viste sotto quest’ottica giacchè avrebbero arrecato vantaggi produttivi a singole persone, ad imprese e a tutta l’economia; ma come è ora risaputo, i risultati dell’information technology sono difficili da misurare se si cerca di analizzare l’intero sistema economico nazionale/internazionale, per cui bisognerebbe focalizzarsi sulla singola organizzazione per determinare l’eventuale aumento della produttività aziendale.

La trasformazione digitale nelle aziende IT

Agli inizi degli anni 2000 si è giunti ad una importante constatazione, vale a dire che nel lungo termine l’ICT è in grado di sviluppare progetti di produzione radicalmente innovativi ed efficaci alla condizione di venire associati ad altri tipi di investimenti riguardanti le strutture organizzative, le risorse umane, il modo di lavorare, etc. Proprio per questo non tutte le aziende approdano agli stessi risultati: risultano di primaria importanza le capacità manageriali di capire e saper gestire i cambiamenti che gli investimenti in IT portano all’impresa.

È utile dunque aprire un focus sull’importanza dell’accettazione, da parte dei dipendenti, delle nuove tecnologie, che dipende sia da come e quanto egli percepisce sia l’utilità sia la facilità d’uso: senza l’interazione con gli utenti, la tecnologia, di per se, non porta alcun beneficio; poi solo con una interazione integrata il dipendente è in grado di rispondere alle richieste attraverso la tecnologia, altrimenti il divario tra esigenze aziendali e soluzioni si amplia.

Ad ogni modo i risultati migliori si sono osservati in certe tipologie di impresa:

  1. Aziende che mutano in digitale la maggioranza dei loro processi e che hanno quindi modernizzato la loro organizzazione lavorativa.
  2. Aziende che spartiscono i processi di decisione, cioè delegano riducendo le gerarchie o esaltando atteggiamenti organizzativi che premino l’iniziativa.
  3. Aziende che diffondono una precisa comunicazione di obiettivi ed esigenze.
  4. Aziende che lasciano accedere i dipendenti alle informazioni dell’organizzazione.
  5. Aziende che relazionano incentivi a risultati, sotto forma di premi remunerativi individuali o di gruppo.
  6. Aziende che sono in grado di investire in capitale umano, sia per quanto riguarda l’assunzione di persone competenti, sia per quanto concerne la formazione del personale già presente in loco.

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