Partition Testing: Test basato sull’interfaccia e sulle funzionalità

Partition Testing: Test basato sull’interfaccia e sulle funzionalità

Il partition testing (letteralmente, “partizionamento di prove”) è l’approccio più caratteristico del testing funzionale (della metodologia Black-Box Testing), l’idea è quella di suddividere in sottoinsiemi di dati gli input da testare, da cui deriva il nome partizionamento.
Ogni partizione deve essere disgiunta dalle altre ed ogni valore deve avere una caratteristica in comune con gli altri valori della partizione. Tutti i valori devono essere nel dominio D dei dati di ingresso del programma. Tali valori potrebbe essere infiniti.

Nella procedura di testing si possono eseguire i seguenti passi :

  1. Definire le caratteristiche dei dati in base alle funzionalità da testare;
  2. Partizionare per caratteristiche;
  3. Combinare i valori per caratteristiche creando i dati di input da utilizzare nei test, per verificare il corretto funzionamento ad ogni partizione dei dati.

Partition Testing: Test basato sull'interfaccia e sulle funzionalità

Una parte fondamentale di questa procedura è definire un modello della rappresentazione dei dati di input più comunemente chiamato “Input Domain Model”,(letteralmente “modello del dominio degli input”, abbreviato IDM). Identificando le funzioni controllabili ed i moduli dell’applicazione da testare, tutti i parametri dei metodi e i campi dei moduli da inserire, si possono ricavare i dati per eseguire i test. Applicando un criterio di test per la generazione dei valori, sarà necessario scegliere una combinazione di essi, in base alle funzionalità.

Per definire IDM, esistono due approcci:

  1. Basandosi sull’interfaccia che si sta testando: i valori vengono generati identificando la tipologia di ogni singolo dato. Per esempio generando un valore numerico, un testo se è una stringa oppure una data;
  2. Basandosi sulle funzionalità: avendo una visione completa del comportamento del programma si possono generare valori per specifiche funzionalità. Più difficile da progettare e sviluppare ma con migliori risultati rispetto all’approccio precedente.

Nella scelta dei valori di ingresso, verificando sempre la completezza nell’insieme delle casistiche e ricordandosi di mantenere la disgiunzione tra le singole partizioni, si può far riferimento a diverse strategie:

  • Includere valori validi, non validi e speciali;
  • Includere valori ai confini dei domini, valori al limite dell’intervallo dei valori possibili. Questa strategia definisce un nuovo criterio di selezione conosciuto come “Boundary value analysis” (letteralmente “analisi ai confini dei valori”);
  • Includere valori che rappresentano un “uso normale” del sistema;
  • Includere un numero considerevole di valori con le stesse caratteristiche per effettuare test di carico.

La combinazione dei blocchi di valori definiti, non è un problema banale, esistono un insieme di criteri denominato “Input Space Partitioning” (letteralmente “spazio dei dati di input partizionato”, abbreviato ISP) per definire le possibili combinazioni, di seguito i criteri più comuni.

Pubblicato da Vito Lavecchia

Lavecchia Vito Ingegnere Informatico (Politecnico di Bari) Email: [email protected] Sito Web: https://vitolavecchia.altervista.org

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *