Perché la protezione dei dati personali è importante?

Perché la protezione dei dati personali è importante?

Perché la protezione dei dati personali è importante?

Quello dei dati personali è un tema che negli ultimi anni ha guadagnato una sempre maggior rilevanza, soprattutto per via dei rapidi progressi ottenuti nel campo informatico. Da una parte, ci sono stati nel giro di soli due decenni quei progressi che hanno ampliato notevolmente la capacità di conservare dati e informazioni: la mia generazione è cresciuta vivendo il rapido passaggio dai floppy disk che potevano contenere poche megabyte di informazione agli anni dei CD che permettevano di contenere gigabyte di dati fino ad arrivare ai giorni odierni dove i server messi a disposizione dai servizi cloud riescono a immagazzinare terabyte e petabyte di dati.

Dall’altra parte, di pari passo ai progressi nel campo della conservazione dei dati, vi sono stati la diffusione e lo sviluppo di internet. Oggigiorno non è più necessario archiviare in voluminosi scaffali migliaia di pezzi di carte: tutto viene caricato e salvato nel web e risulta facilmente accessibile da ovunque e velocemente scambiabile senza limitazioni geografiche.

Infine, gli anni più recenti hanno visto l’esplosione del fenomeno dei social network, le piattaforme che per eccellenza vedono caricati giornalmente in essi una gran mole di dati personale e che per certi versi hanno fatto confondere se non perdere i tradizionali confini della privacy. Le enormi quantità di dati personali che girano nella rete sono al sicuro? Non molto. I social network e i motori di ricerca ricavano gran parte dei loro guadagni proprio grazie alla vendita dei dati personali dei loro utenti. In quanto alle aziende che hanno a che fare invia informatica con la gestione di dati personali conservati in server, esse spesso non garantiscono dei livelli di protezione dei dati raccolti adeguati, dimostrandosi in più di un’occasione non sono all’altezza del ruolo di responsabile di quei dati: annualmente sono moltissime le brecce in sistemi informatici aziendali che rivelano i dati inseriti dai loro utenti. Persino un colosso nel campo della tecnologia come Sony si è rivelato un custode inaffidabile quando nel 2011 degli hacker hanno fatto breccia nei server della multinazionale giapponese trafugando i dati personali di quasi 77 milioni di persone, tra cui nome, indirizzo, mail e in alcuni casi le informazioni sulle carte di credito. Inoltre in quel caso Sony attese 7 giorni prima di avvertire gli interessati. Un’ enormità considerato che in ballo c’erano anche dati quali i numeri delle carte di credito. Se a livello globale fosse applicata la normativa sulla protezione dei dati, la società nipponica sarebbe stata sanzionata per non aver avvertito gli interessati in modo tempestivo. Ma al momento così non è. Anzi, pochi sono i paesi che prevedono un adeguato livello di tutela dei dati personali.

È chiara dunque l’importanza di raggiungere una normativa condivisa che metta nelle condizioni di garantire la sicurezza dei dati personali delle persone richiedendo elevati livelli di protezione da parte di coloro che gestiscono questi dati personali. Nonché vi sia la presenza di protocolli che permettano di informare tempestivamente le persone nel malaugurato caso in cui avvenga una breccia nei sistemi, in modo che gli utenti colpiti possano correre ai ripari.

Allo stato attuale non esiste una legislazione sulla protezione dei dati personali che sia condivisa a livello internazionale. Parte delle difficoltà nel raggiungere qualsiasi accordo insorgono per via del fatto che si tratta di un campo moralmente controverso in cui si sono visti e si vedono tuttora fronteggiare il diritto d’espressione contro il diritto alla privacy, oppure la sicurezza nazionale contrapposta ancora una volta alla privacy.

Precedente Cos'è e a cosa serve partizionare un hard disk Successivo Regole e consigli per acquistare in sicurezza su internet

Lascia un commento

*