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I modelli concettuali dei database

I modelli concettuali dei database

Nel mondo dei database, la capacità di rappresentare e comprendere la struttura dei dati è fondamentale per progettare sistemi efficienti e accessibili. In questa fase preliminare, nota come “analisi”, i modelli logici, che riflettono troppo da vicino l’implementazione fisica nel sistema di gestione dei dati, non sono lo strumento ideale. Per questo motivo, si preferisce utilizzare un modello concettuale, un’astrazione formale e indipendente dalle scelte tecnologiche, che permette di descrivere la realtà di interesse in modo chiaro e intuitivo.

Schema Concettuale: La Mappa della Realtà

Lo schema concettuale rappresenta una sorta di “mappa” della realtà che vogliamo rappresentare nel database. Esso non si concentra su come i dati verranno effettivamente memorizzati nel sistema, ma piuttosto su cosa rappresentano e come sono tra loro connessi. In questo modo, si ottiene una visione olistica dei dati, svincolata da vincoli tecnologici e accessibile a tutti gli attori coinvolti nel progetto, dagli analisti agli sviluppatori.

Astrazioni: Cogliere l’Essenza dei Dati

Per creare un modello concettuale efficace, è fondamentale utilizzare le astrazioni. Le astrazioni sono come lenti mentali che ci permettono di focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti chiave dei dati, tralasciando quelli irrilevanti per il nostro scopo. In questo modo, possiamo rappresentare le classi di dati in modo semplice, comprensibile e indipendente dalla tecnologia specifica utilizzata.

Il Modello Entità-Relazione (ER): Un Linguaggio Universale

Nella prossima sezione, approfondiremo uno dei modelli concettuali più utilizzati, il modello Entità-Relazione (ER). Questo modello fornisce un linguaggio universale per descrivere le entità (oggetti del mondo reale) e le relazioni che intercorrono tra di esse, offrendo una base solida per la progettazione di database flessibili e scalabili.

Le astrazioni utilizzate nei modelli concettuali

Come esempio di astrazione (si veda la figura seguente) si consideri il processo mediante il quale a partire dalle singole persone e considerando le proprietà che le accomunano, si giunge al concetto di persona, cioè alla definizione di una classe, che rappresenta un insieme di oggetti (le singole persone). Il precedente tipo di astrazione, presente in tutti i modelli concettuali, è chiamato astrazione di classificazione. Altre due astrazioni usualmente considerate sono:

  • la aggregazione, mediante la quale si può giungere alla definizione di una classe come astrazione di un insieme di parti componenti o proprietà. Ad esempio, definite le classi NOME, COGNOME, ETÀ, SESSO, STIPENDIO, una loro astrazione di aggregazione è la classe PERSONA (vedi Figura b).
  • la generalizzazione, mediante la quale si può giungere alla definizione di una classe come unione di un insieme di classi, ognuna delle quali è contenuta della classe data. Così, ad esempio, definite le classi UOMO e DONNA, possiamo definire come loro generalizzazione la classe PERSONA (vedi Figura c).

Corrispondentemente, possiamo definire i procedimenti inversi alle precedenti astrazioni, che permettono di raffinare concetti in termini di concetti più elementari. Ad esempio, tra essi, possiamo definire la specializzazione come il procedimento che permette di definire oggetti a partire da classi.

Come si vede, si può arrivare ad uno stesso concetto (quello di PERSONA), per mezzo  di tre procedimenti di astrazione diversi, ognuno dei quali, cioè, utilizza una diversa astrazione. Si può anche osservare che ognuna delle tre astrazioni coglie un aspetto della realtà che non può essere rappresentato per mezzo delle altre due.

Le astrazioni utilizzate nei modelli concettuali
Le astrazioni utilizzate nei modelli concettuali

Conclusioni

I modelli concettuali, basati su astrazioni, sono strumenti fondamentali per la modellazione dei dati. Essi permettono di rappresentare la realtà di interesse in modo chiaro, comprensibile e indipendente dalle scelte tecnologiche, facilitando la comunicazione tra analisti, sviluppatori e altri stakeholder. Il modello Entità-Relazione (ER) rappresenta un punto di partenza prezioso per la progettazione di database efficaci e accessibili.

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Pubblicato da Vito Lavecchia

Lavecchia Vito Ingegnere Informatico (Politecnico di Bari) Email: [email protected] Sito Web: https://vitolavecchia.altervista.org

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