Le opportunità didattiche offerte dai dispositivi mobili ed informatici

Le opportunità didattiche offerte dai dispositivi mobili ed informatici

Il mobile computing (in italiano conosciuti meglio con il nome di dispositivi mobili) è stato introdotto gradualmente negli ultimi due decenni all’interno del contesto educativo. La tecnologia permette oggi alla gran parte delle persone di avere con sé un piccolo calcolatore: un laptop, un tablet PC, uno smartphone o un ebook reader. Queste capacità di calcolo e portabilità, combinate alla possibilità di comunicazione wireless e a molteplici sensori, forniscono al one-to-one computing un grande potenziale nel campo dell’insegnamento.

Le opportunità didattiche offerte dai dispositivi mobili ed informatici

Gli effetti dell’introduzione di dispositivi mobili e portatili nell’educazione sono studiati da alcuni anni. Appare chiaro che migliorano il livello di apprendimento rispetto sia alle lezioni tradizionali sia all’uso di dispositivi desktop. All’interno del mondo portatile si nota inoltre un effetto più accentuato nell’utilizzo di dispositivi handheld, ovvero smartphone, tablet ed e-reader, rispetto ai meno recenti notebook e laptop. Le caratteristiche uniche dei dispositivi mobile sono in grado di migliorare la funzionalità di specifici metodi di insegnamento e, quindi, promuovere i risultati educativi. Il possesso di un proprio dispositivo crea una individualità nello studio che diventa più autonomo e autoregolato nei tempi.

Inoltre si risolvono alcune difficoltà di introdurre valutazioni istantanee dell’apprendimento, per esempio valutazione in attività all’aperto di eguale difficoltà.

L’arricchimento dell’insegnamento e dell’apprendimento deriva anche dalla capacità dei dispositivi mobili di rilevare diverse informazioni del contesto in cui operano permettendo agli allievi di estrapolare informazioni dell’ambiente visitato, registrare e reagire ai dati ottenuti attraversando diversi luoghi di interesse, come nel caso di musei o attività sul campo.

Oltre alle caratteristiche intrinseche dei dispositivi mobili, si è evidenziata l’importanza delle modalità con cui questi vengono sfruttati. In particolare ambienti di insegnamento informale hanno maggior successo rispetto a quelli formali così come adozioni di breve-media durata risultano più efficaci rispetto a progetti di lungo termine. Inoltre metodologie activity-based, caratterizzate dallo svolgimento per step di un progetto o inchiesta, danno migliori risultati rispetto all’utilizzo in congiunzione con le lezioni, allo studio autonomo, all’apprendimento in gruppo e attraverso il gioco. Queste considerazioni sono soggette a specifiche variazioni soprattutto in relazione al target dell’insegnamento e alla constatazione che le ricerche effettuate non sono tali da rendere questi risultati assoluti.

Nel contesto di forte sviluppo della consapevolezza del mezzo digitale, presentato nellgli articoli: La diffusione dei dispositivi mobili e la creazione di contenuti digitali e La tecnologia informatica e l’Elearning per la formazione dei giovani, non si può fare a meno di cogliere una opportunità dal punto di vista didattico. Smartphone e tablet si collocano in questa categoria di strumenti. La loro diffusione, semplicità e praticità consentono il loro impiego nell’educazione da parte sia degli studenti che degli insegnanti i quali sfrutterebbero così, in maniera proficua, la tecnologia a loro familiare. Ciò, oltre ai vantaggi già esposti, consente di riqualificare l’uso del dispositivo come strumento proattivo per la crescita dell’individuo. L’oggetto personale conosciuto permette di ridurre, o eliminare, i tempi di apprendimento di tecnologie specifiche, sia da parte dello studente che dell’insegnante e di ridurre i costi che le istituzioni scolastiche sostengono per l’adozione di tecnologie destinate a diventare presto obsolete.

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