Il reato informatico di pedofilia e scambio di materiale pedo-pornografico

Il reato informatico di pedofilia e scambio di materiale pedo-pornografico

I gruppi di lavoro costituiti all’interno della Polizia Postale si occupano anche di contrastare le attività di sfruttamento dei minori al fine di produrre, diffondere, commercializzare e pubblicizzare materiale pedo-pornografico sulla rete Internet o attraverso altri canali di comunicazione. Pertanto, essi effettuano un monitoraggio continuo (o attraverso segnalazione da parte degli utenti) degli spazi web impropriamente utilizzati per promuovere la pedofilia nonché per attrarre minori a fini di adescamento degli stessi. Tale impegno, posto in essere per contrastare un fenomeno che negli ultimi tempi ha destato notevole allarme sociale, viene coordinato anche con l’attività di associazioni non governative, quali l’ECPAT (End Child Prostitution, Pornography And Trafficking), il Telefono Azzurro ed il Telefono Arcobaleno, e semplici cittadini che segnalano costantemente situazioni potenzialmente rilevanti sotto il profilo penale. A tal fine viene svolto un continuo servizio di monitoraggio di Internet, finalizzato all’individuazione di siti a carattere pedo-pornografico, che vengono censiti e catalogati mediante un data-base presente al Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, consultato per evitare duplicazioni di indagini. Nel corso di tali servizi si individuano, inoltre, i soggetti presenti  su  canali  “chat”  e  “bbs”  al fine di reprimere le condotte delittuose tramite l’effettuazione dell’attività di contrasto prevista dall’art.14 L.269/98, che viene coordinata dal Servizio centrale per una migliore ottimizzazione delle forze e delle notizie.

Precedente Frode informatica: il typosquatting Successivo Tutte le problematiche relative alle attività forensi

Lascia un commento

*