Sistemi di protocolli computerizzati nella sanità

Sistemi di protocolli computerizzati nella pratica sanitaria

Inizialmente il tentativo di regolarizzare la pratica clinica fu considerato improprio da molti operatori sanitari. Con l’avvento della medicina basata sulle evidenze, inizia ad essere accettabile seguire protocolli diagnostici e terapeutici standard. Lo scopo di un sistema di protocollo computerizzato è di fornire una serie di strumenti che permettano al clinico di accedere a linee guida aggiornate e di applicarle al trattamento dei pazienti. Una conseguenza dell’interconnessione dei protocolli con la terapia attiva è che i protocolli divengono parte integrante del progetto della cartella elettronica del paziente.

Sistemi di protocolli passivi

Mentre la medicina basata sulle evidenze tenta di raccogliere, valutare e compendiare in modo formale i risultati della ricerca, resta ancora il problema di rendere i risultati facilmente accessibili ai medici di base. L’evidenza suggerisce inoltre che quando sono disponibili protocolli clinici, i medici dimenticano di seguirli o se ne discostano senza un motivo chiaro (Reanud-Salis,1994). Non ricordare i compiti terapeutici programmati sembra essere soprattutto probabile nelle situazioni cliniche caratterizzate da elevato stress (Coeira et al., 1994).
Lo scopo di base dei sistemi di protocollo passivi è quindi di rendere facile al medico l’accesso ed essi durante le terapie di routine e rendere meno probabile che certi passi del protocollo vengano innavertitamente dimenticati o alterati. Con i sistemi di protocollo passivi i protocolli esistono solo come fonte di informazioni. Essi sono intrinsecamente incorporati nel processo terapeutico o in qualche sistema informatico clinico.

In base ad alcuni esperimenti di confronto tra strumenti computerizzati e cartacei, pare che ricordare agli operatori sanitari il protocollo caso per caso aumenta l’adesione al protocollo e che gli strumenti computerizzati prevalgano su quelli cartacei. Tale affermazione non va presa come legge in quanto un protocollo cartaceo ben progettato potrebbe essere migliore di uno su computer. Quindi è opportuno durante la progettazione, puntare a un aspetto di un protocollo computerizzato che lo renda migliore di uno su carta.
Diviene importante chiedersi come questi protocolli possano raggiungere il posto di lavoro, o meglio come rendere accessibile a tutti i loro utilizzo. Molti vedono sempre di più internet come il veicolo di scelta per la distribuzione di linee pratiche guida. Tuttavia, esistono ostacoli potenziali per la distribuzione dei protocolli in rete, primo su tutti l’assenza di un controllo sui dati immessi. Questo comporta il rischio di mettere a disposizione materiale potenzialmente pericolosi.

Sistemi di protocolli attivi

In un sistema attivo, il protocollo diviene centrale rispetto al modo in cui vengono erogate le terapie e i processi terapeutici vengono costruiti intorno al protocollo. I sistemi informatici hanno un ruolo specifico nel supporto della terapia basata su protocolli attivi. Usando i protocolli come riferimento centrale, si possono supportare o automatizzare diverse attività cliniche, con lo scopo di migliorare la qualità della terapia e l’efficacia con la quale viene erogata. Si possono dunque valutare i ruoli più importanti di un sistema guidato da un protocollo

  1. La registrazione delle cartelle può essere semiautomatizzata. La registrazione delle cartelle secondo un protocollo può guidare l’inserimento di dettagli di routine nella cartella elettronica di un paziente. Essa inoltre assicura uno standard minimo di completezza e chiarezza.
  2. Il richiamo mnemonico può essere situazionale o basato sull’allarme. Il primo ruolo dei sistemi di protocollo attivi è di fornire agli operatori sanitari dei promemoria dei compiti che sono associati di routine con il trattamento dei pazienti. Un allarme può quindi venire attivato da qualche evento rilevato dal computer, come un risultato di laboratorio. Un richiamo mnemonico è anche il fatto stesso che i protocolli guidano la registrazione della cartella.
  3. La registrazione delle varianti può essere semiautomatizzata. Tutte le volte che si verifica una variazione della terapia del paziente, è possibile registrare tale evento, conservandolo per un eventuale successiva valutazione.
  4. I protocolli possono guidare la programmazione dell’attività e la gestione del flusso lavorativo. La facilità di immettere prescrizioni di esami o farmaci è una componente fondamentale di un sistema informatico clinico. Se tale funzione è legata ad un protocollo, la formulazione delle prescrizioni può essere in parte guidata dal protocollo. Il grado in cui il flusso lavorativo di un’organizzazione può venire automatizzato dipende dal grado in cui i compiti possono essere formalizzati. Le attività sanitarie si trovano in una posizione intermedia di automatizzazione.
  5. Gli allarmi dei monitor possono essere regolati dal protocollo. Se il dispositivo di monitoraggio è integrato nel protocollo, può essere guidato in modo parzialmente automatizzato
  6. Il display dei dati può venire modificato dal protocollo. Se un sistema computerizzato può essere reso consapevole della serie attuale di compiti clinici, può prepararsi a generare display per compiti specifici.
  7. La regolazione delle apparecchiature può variare con le diverse fasi del protocollo. I protocolli possono essere utilizzati sia come riferimento per la regolazione delle apparechiature biomediche (controllo ad anello aperto), sia per controllarle in modo diretto (controllo ad anello chiuso).
Sistemi di protocolli attivi
Sistemi di protocolli attivi
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