Risk Management: Differenza tra danni diretti, indiretti, da responsabilità civile e consequenziali

Risk Management: Differenza tra danni diretti, indiretti, da responsabilità civile e consequenziali

I rischi dell’azienda

Oggigiorno, l’impresa o l’azienda si trova quotidianamente ad affrontare un cospicuo numero di situazioni caratterizzate da incertezza e mancanza di prevedibilità. In tal senso si può definire il rischio come l’incertezza che eventi inaspettati possano manifestarsi producendo effetti negativi per l’organizzazione.
Queste situazioni possono mettere in dubbio il conseguimento, nel breve periodo, di un adeguato equilibrio economico, patrimoniale e finanziario e, nel medio e lungo termine, la creazione di valore e la sopravvivenza stessa dell’azienda. Queste situazioni vengono messe in relazione con il rischio d’impresa, ovvero con la possibilità che i risultati delle strategie differiscano da quelli specificati negli obiettivi aziendali e che conseguentemente non venga raggiunto lo scopo della massimizzazione del reddito attraverso la produzione efficiente ed efficace di beni e servizi.
Il risk management, in un’ottica aziendale, può essere definito come la funzione il cui compito è quello di identificare, valutare, gestire e sottoporre a controllo economico i rischi puri dell’azienda, cioè gli eventi che possono rappresentare una minaccia per il patrimonio fisico e umano dell’azienda e per la sua capacità di produrre reddito. Esso può essere considerato come un approccio scientifico al trattamento dei rischi puri, la cui nascita risale ai primi anni Cinquanta negli Stati Uniti.

All’inizio l’approccio era di tipo assicurativo e il compito del risk manager era quello di fronteggiare i rischi puri dell’impresa attraverso l’uso di coperture assicurative, occupandosi dell’ottimizzazione dei rapporti con le compagnie per ridurre le quote di premio pagate. Successivamente, in un ambito sia accademico che professionale, l’attenzione viene rivolta all’analisi del rischio e alle tecniche di “controllo fisico”, il cui obiettivo diventa quello di prevenire gli eventi dannosi e limitare le perdite in caso di occorrenza di un sinistro, cercando di ridurre al minimo livello possibile il costo del rischio. Negli anni Ottanta emerge, quindi, una visione del risk management basata sulla capacità dello stesso di contribuire alla massimizzazione del valore economico e di mercato dell’impresa. In conclusione, l’attività di risk management contribuisce alla creazione di valore cercando di garantire una minore variabilità dei flussi attesi, trasformando costi incerti in altri prevedibili e un aumento di essi nel medio-lungo termine.

Risk Management: Differenza tra danni diretti, indiretti, da responsabilità civile e consequenziali

Differenza tra le tipologie di danni

Al risk management compete dunque la gestione, strategica e operativa, dei rischi puri e l’attività di supporto alle altre funzioni aziendali in come la gestione dei rischi imprenditoriali, con lo scopo essenziale di proteggere l’organizzazione dagli eventi sfavorevoli e dalle loro conseguenze sul valore aziendale. Detto ciò, ne deriva che gli effetti di un evento dannoso possono innescare reazioni a catena che si propagano all’interno e all’esterno dell’organizzazione. Gli effetti possono essere classificati in:

  • danni diretti, che si generano immediatamente in seguito a un sinistro che colpisce l’attivo patrimoniale;
  • danni indiretti, che derivano dall’introduzione parziale o totale dell’attività di produzione del reddito, consistenti nel mancato profitto o nelle spese supplementari per consentire la riduzione della perdita di reddito;
  • danni da responsabilità civile, che influiscono sulla consistenza patrimoniale attraverso l’insorgenza di passività per risarcimenti dovuti a terzi a causa di danni a cose o persone provocati dall’attività dell’impresa;
  • danni consequenziali che rimangono anche dopo la ricostruzione della situazione preesistente al sinistro, legati al deterioramento dei rapporti con i clienti e i fornitori, alla perdita di immagine, di credibilità sociale, di quote di mercato o di possibilità di espansione, di informazioni e alla difficoltà di accesso al credito.

Pubblicato da Vito Lavecchia

Lavecchia Vito Ingegnere Informatico (Politecnico di Bari) Email: [email protected] Sito Web: www.vitolavecchia.altervista.org

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