Analisi SEO sito web: Web Analytics e Google Analytics

Analisi SEO sito web: Web Analytics e Google Analytics

Il termine “Web Analytics” definisce la misurazione, la collezione, l’analisi ed il reporting dei dati con l’obiettivo di comprendere ed ottimizzare lo sfruttamento del Web. Le strategie di analisi (Analisi SEO sito web) delle informazioni immesse in Rete vengono suddivise in due canali principali:

  • Software impostati sui log file;
  • Strumenti di analisi costruiti sui page tag.

Queste procedure , quindi, sono fondate sul fatto che ogni utente che accede ad un determinato sito lascia la traccia del proprio passaggio all’interno di una archivio digitale in grado di catalogare tutte le attività effettuate; tra queste rientrano: ora, indirizzo IP utente, oggetto delle richieste e persino il browser utilizzato.

Il file log viene definito come un file contenente informazioni in merito agli accessi compiuti nei confronti del sito aziendale. La procedura di studio ed interpretazione dei log file viene eseguita da appositi software di rilevamento e da registri che tengono monitorati i movimenti del server.

E’ possibile affermare che, generalmente, i log file appartenenti ai Web server offrono dati più ricchi di quelli fondati sui tag, e nel caso di siti caratterizzati da un elevato traffico, risulta credibile raggiungere dimensioni estremamente rilevanti e tali da richiedere una particolare considerazione.

Le soluzioni realizzate sui tag prevedono l’introduzione di istruzioni consigliate dal fornitore del servizio all’interno del codice HTML della pagina che si intende controllare.

Grazie a questi accorgimenti ogni volta che un visitatore accede alla pagina d’interesse, va ad attivare una connessione diretta al server che gestisce le statistiche, il quale svolgerà sia una vera e propria interpretazione della richiesta sviluppata, che un aggiornamento dei riferimenti di natura statistica. Qualunque sia il software di rilevazione impiegato, le indicazioni da prendere in considerazione per l’implementazione della campagna Web aziendale risultano le seguenti: il numero di utenti unici, e l’ammontare di pagine effettivamente visionate.

Il secondo di questi fattori riproduce un indicatore estremamente importante in quanto rimarca l’interesse degli utenti della Rete nei confronti dei contenuti proposti nel sito aziendale.

In riferimento a quanto appena descritto viene riportato un esempio in grado di far comprendere meglio  le  dinamiche di  rilevazione;  infatti se  il  sito presenta  1000  utenti  unici  ed è  capace di generare 1000 visioni di pagine, sviluppa indubbiamente un valore inferiore rispetto al sito di un concorrente che, a parità di utenti, genera un ammontare di pagine visitate pari per ipotesi a 3500.

In questo ambito esistono altri fattori rilevanti da analizzare sono:

  • Tempo medio di permanenza: una sosta duratura è sinonimo di contenuti interessanti e coinvolgenti;
  • Provenienza dell’utente: è necessario capire da quali siti risultano veicolati i visitatori, quali motori di ricerca vengono utilizzati, e soprattutto quali parole chiave vengono impiegate per la ricerca;
  • Pagine di errore: in alcuni casi determinate pagine del sito vengono spostate, rinominate o addirittura cancellate; tuttavia, visto che queste schermate risultano comunque indicizzate dai motori, è possibile che qualche soggetto possa raggiungerle; di conseguenza sarà fondamentale predisporre un “redirect” (reindirizzo automatico) verso la pagina aggiornata;
  • Nazionalità: questo parametro consente di intuire quali mercati si è in grado di raggiungere, creando conseguentemente delle apposite strategie di penetrazione.

Questa serie di procedure di base permette di comprendere i percorsi di ricerca e navigazione sostenuti dagli utenti che giungono all’interno del proprio sito aziendale, le pagine di uscita ed infine le conversioni. Tutti questi dati sono fondamentali per la progettazione e lo sviluppo della campagna di marketing on-line aziendale.

Analisi SEO sito web: Web Analytics e Google Analytics

Google Analytics a supporto della Web Analytics

Uno degli strumenti più utilizzati per lo svolgimento di un’analisi dell’anadamento del proprio sito Web è sicuramente Google Analytics.

Questo supporto può essere sfruttato da qualsiasi utente della Rete attraverso l’impostazione di un profilo identificativo. Dopo di ché sarà possibile impiegare Google Analytics per implementare la propria strategia di SEO e quindi effettuare successivamente la propria analisi SEO sito web.

Innanzitutto è necessario ricordare che senza le statistiche non si è in grado di disporre di una  misura delle efficacia del proprio lavoro. In fase di analisi, con il fine di ottimizzare i contenuti del sito aziendale, può rappresentare una buona idea installare Google Analytics e studiare sia il traffico che i risultati correnti in modo da avere dei parametri di confronti al momento successivo gli interventi effettuati.

Inoltre risulta molto conveniente conoscere le parole chiave con le quali i visitatori approdano al sito, per osservare quale sia il margine di miglioramento e la portate dell„intervento da effettuare. Conoscere le keyword che attualmente veicolano i contatti consente di apportare delle modifiche minimali (espansioni delle chiavi attuali) per non stravolgere troppo le modalità d’accesso fino a quel momento utilizzate.

In fase di controllo post-ottimizzazione Google Analytics fornisce un ulteriore supporto tracciando i margini di miglioramento, tramite un report di parole chiave stilato su un determinato periodo di tempo con confronto ante/post ottimizzazione.

La produttività delle singole key, in termini di visite nuove e totali, le pagine visionate mediamente, il tempo di sosta sul sito, la percentuale di visite nuove ed infine la frequenza di rimbalzo; sono tutti dati che vengono presentati in maniera autonoma accedendo al report dedicato alle “parole chiave”. In seguito, passando alla scheda “Conversione all’obiettivo”, risulta possibile, dopo averne almeno configurato uno, conoscere quali keyword hanno prodotto più conversioni.

Un altro dato interessante è quello che consente di individuare su quali pagine atterrano i visitatori per una specifica parola chiave, in quanto non sempre la schermata corrisponde a quella che si prevede sia ottimizzata per quella parola.

Inoltre, l’opportunità di analizzare fina a cinquecento righe nelle tabelle dati dei report offre il vantaggio di prendere in esame la cosiddetta “coda lunga” di key che portano poco traffico nel sito. Dato che quest’ultime vengono definite parole chiave ad ampio ventaglio, se venissero curate manifesterebbero un elevato potenziale di crescita. Analogamente, grazie alla funzione di ricerca dentro ai report, potrebbe risultare comodo individuare la presenza di keyword per le quali non si desidera essere indicizzati, in quanto scomode, dannose oppure completamente inutili.

Il medesimo discorso di “coda lunga” può essere applicato anche nei confronti dei link di ingresso, nell’ambito dei report “Fonti di traffico”. Infatti conoscere quali siti hanno provocato più contatti linkando il proprio sito aziendale rappresenta una indicazione molto interessante.

Un’altra area stimolante dal punto di vista del SEO, è quella relativa al report dei contenuti per titolo. In questo ambito si può comprendere se vi è o meno la presenza di più pagine caratterizzate dallo stesso titolo, che come approfondito nei paragrafi precedenti, rappresenta un grave errore nel posizionamento.

In conclusione è possibile affermare che questo strumento personalizzabile, offerto gratuitamente da Google, rappresenta un eccellente supporto per la pianificazione di una strategia di SEO vincente.

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