Che cos’è e come avviene la raccolta dei requisiti del progetto

Che cos’è e come avviene la raccolta dei requisiti del progetto

Raccolta dei requisiti del progetto

La Raccolta dei requisiti del progetto è un processo di definizione e documentazione delle esigenze degli stakeholder al fine di soddisfare gli obiettivi del progetto. Il buon esito del progetto è direttamente influenzato dalla cura posta nel raccogliere e gestire i requisiti del progetto e del prodotto. I requisiti comprendono le esigenze e le aspettative quantificate e documentate dello sponsor, del cliente e degli altri stakeholder. Tali requisiti devono essere dedotti, analizzati e registrati in modo sufficientemente dettagliato da consentirne la misurazione una volta avviata l’esecuzione del progetto. Raccogliere i requisiti significa definire e gestire le aspettative del cliente. Questi requisiti saranno alla base della pianificazione dei costi, della schedulazione, della Work Breakdown Structure (WBS) e della qualità del progetto. La raccolta di questi significa sostanzialmente definire e gestire le aspettative del cliente.

I requisiti possono essere suddivisi in requisiti di progetto e di prodotto. I primi possono includere i requisiti commerciali, di Project Management, di consegna, ecc. I secondi includono informazioni su specifiche tecniche, di sicurezza, prestazioni, ecc.
Il Project Charter è utilizzato per fornire i requisiti del progetto ad alto livello e la descrizione del prodotto del progetto ad alto livello, in modo da poter sviluppare i requisiti dettagliati del prodotto.

Raccolta dei requisiti del progetto

Vi sono diversi strumenti e tecniche per la raccolta dei requisiti:

  1. Interviste: un’intervista è un approccio formale od informale finalizzato alla scoperta di informazioni dagli stakeholder parlando direttamente con loro. Si esegue solitamente ponendo domande preparate e spontanee e registrando le risposte.
    Le interviste sono spesso condotte in modo individuale ma possono coinvolgere più intervistatori e/o intervistati. Tramite le interviste si può facilitare l’identificazione e la definizione delle caratteristiche e delle funzioni dei deliverable attesi dal progetto.
  2. Focus group: riuniscono stakeholder prequalificati ed esperti del settore per conoscere le relative aspettative e le opinioni su un prodotto, un servizio o un risultato proposto. Un moderatore in possesso dell’adeguata preparazione guida il gruppo attraverso una discussione interattiva, studiata per essere maggiormente colloquiale rispetto alle interviste individuali.
  3. Workshop guidati: sono delle sessioni focalizzate che riuniscono stakeholder interfunzionali per definire i requisiti del prodotto.
    Vengono considerati come una tecnica primaria per definire in modo rapido i requisiti interfunzionali e riconciliare le differenze tra gli stakeholder. Sessioni ben condotte possono costruire fiducia, favorire le relazioni e migliorare la comunicazione tra i partecipanti, portando ad un maggiore consenso da parte degli stakeholder.
  4. Tecniche di creatività di gruppo:
    • Brainstorming. Una tecnica utilizzata per generare e raccogliere diverse idee relative ai requisiti del progetto e del prodotto.
    • Tecnica Nominal Group. Potenzia il brainstorming con un processo di votazione utilizzato per classificare le idee più utili per un ulteriore brainstorming o per l’assegnazione delle priorità.
    • Tecnica Delphi. Un gruppo selezionato di esperti risponde a questionari e fornisce feedback sulle risposte per ogni gruppo di requisiti.
    • Mappatura mentale/delle idee. Le idee create tramite brainstorming individuale sono consolidate in una singola mappa per riflettere le convergenze e le divergenze di significato e per generare nuove idee.
    • Diagramma di affinità. Questa tecnica consente di raggruppare un gran numero di idee da sottoporre a revisione ed analisi.
  5. Tecniche decisionali di gruppo: le decisioni di gruppo rappresentano un processo di valutazione di più alternative tramite un risultato atteso sotto forma di decisione per azioni future.
    Queste tecniche possono essere usate per generare, classificare e assegnare la priorità ai requisiti del prodotto. Vi sono diversi metodi:

    • Unanimità. Tutti sono concordi su una singola serie di azioni.
    • Maggioranza. Accordo da parte di oltre il 50% dei membri del gruppo.
    • Pluralità. Se non si raggiunge la maggioranza, è il blocco di persone più numeroso a decidere.
    • Dittatura. Un individuo prende le decisioni per tutto il gruppo.
  6. Questionari e sondaggi: i questionari ed i sondaggi sono una serie di domande scritte, studiate per raccogliere rapidamente informazioni da un ampio numero di partecipanti. Sono il metodo più appropriato nel caso di una popolazione ampia, quando sono necessari tempi di risposta rapidi e quando è appropriata un’analisi statistica.
  7. Osservazioni: forniscono un modo diretto per osservare gli individui nel loro ambiente e individuare il modo in cui svolgono il loro lavoro o attività, e portano a termine i processi. Metodo particolarmente utile per processi dettagliati quando le persone che usano il prodotto hanno difficoltà o sono riluttanti ad articolare le proprie richieste. L’osservazione, chiamata anche “job shadowing”, è solitamente svolta esternamente dall’osservatore che guarda l’utente svolgere il proprio lavoro. Può anche essere effettuata da un “osservatore partecipante” che esegue un processo o una procedura per scoprire come si svolge, al fine di scoprire i requisiti nascosti.
  8. Prototipi: la loro creazione è un metodo per ottenere un feedback precoce sui requisiti fornendo un modello di lavoro del prodotto atteso prima di costruirlo effettivamente. Essendo tangibili, i prototipi consentono agli stakeholder di sperimentare un modello del prodotto finale piuttosto che discutere soltanto di rappresentazioni astratte dei requisiti.

I prototipi supportano il concetto di elaborazione progressiva poiché sono utilizzati in cicli iterativi di creazione di modelli dimostrativi, sperimentazione da parte dell’utente, generazione di feedback e revisione dei prototipi. Una volta eseguiti abbastanza cicli di feedback, i requisiti ottenuti dal prototipo sono sufficientemente completi per passare a una fase di progettazione o costruzione.

La documentazione dei requisiti descrive il modo in cui i singoli requisiti soddisfano l’esigenza commerciale per il progetto. Possono essere inizialmente di alto livello e diventare progressivamente più specifici man mano che si acquisiscono maggiori informazioni. Prima di creare una baseline, i requisiti non devono presentare ambiguità (essere misurabili e tastabili), tracciabili, completi, coerenti e accettabili per i principali stakeholder. Il formato di un documento relativo ai requisiti può variare da un semplice documento che elenca tutti i requisiti classificati per stakeholder e priorità a forme più elaborate che contengono un riepilogo esecutivo, descrizioni dettagliate e allegati.

Che cos'è e come avviene la raccolta dei requisiti del progetto

Il piano di gestione dei requisiti inoltre, documenta il modo in cui i requisiti saranno analizzati, documentati e gestiti nel corso del progetto. Il tipo di relazione tra le fasi del progetto, influenza fortemente la gestione dei requisiti. Il Project Manager deve scegliere la relazione più efficace per il progetto e documentare tale approccio nel piano di gestione dei requisiti.

Per far si che ciascun requisito aggiunga valore collegandolo agli obiettivi aziendali o del progetto è utile l’implementazione di una matrice di tracciabilità dei requisiti che mette in relazione i requisiti con la relativa origine e li traccia durante tutto il ciclo di vita del progetto. Fornisce inoltre una struttura per gestire le modifiche delle specifiche di prodotto. Tale matrice include la tracciatura di tutti i requisiti. Gli attributi associati a ciascun requisito possono essere registrati nella matrice di tracciabilità dei requisiti. Tali attributi aiutano a definire le principali informazioni sui requisiti. I tipici attributi utilizzati includono: un identificativo unico, una descrizione testuale dei requisiti, il fondamento logico per l’inclusione, il responsabile, la fonte, la priorità, la versione, lo stato attuale e la data di completamento.

Pubblicato da Vito Lavecchia

Lavecchia Vito Ingegnere Informatico (Politecnico di Bari) Email: [email protected] Sito Web: https://vitolavecchia.altervista.org

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